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ACCORDO CROCETTA-MONTI NON CONVINCE I NO MUOS CHE CONFERMANO LA MANIFESTAZIONE



"Il mio governo si muove nel rispetto della legge e abbiamo fatto tutto quanto possibile per il Muos. L'altro giorno ho parlato con il governo Monti, ottenendo le garanzie necessarie per la popolazione, la salute e l'ambiente. Ma ci vuole tempo! Se i manifestanti a Niscemi intendono andare avanti facciano pure''. Con queste parole, il Presidente della Regione Sicilia, Rosario Crocetta,  che stasera sarà ospite a Le Invasioni Barbariche, su La7, si è espresso sulla questione Muos. E gli attivisti e i cittadini No Muos non intendono fermarsi e, partecipando al corteo del 30 marzo, vogliono ribadire la loro protesta sull'installazione delle parabole americane e sulle adiacenti 46 antenne funzionanti: "Le basi militari americane, gli strumenti di morte, i droni umiliano i territori e i gruppi umani siciliani e generano bruttezza, angoscia a malessere. Per tali motivi l'evento No-Muos del 30 Marzo non potrà che essere una sorta di atto di sfratto per i militari americani e una giornata solenne in cui dichiarare le parabole satellitari Muos e le antenne militari NTRF di Niscemi 'Vergogna per l'Umanità'. "

Il Muos, progettato per rendere più rapidi e integrati gli scambi di informazioni dell’esercito americano, è una rete intercontinentale con quattro siti: due impianti sono localizzati negli Stati Uniti, in Virginia e nelle Hawaii; il terzo in Oceania e il quarto a Niscemi (che ospita già una stazione radio dell’esercito Usa), nella riserva naturale della “Sughereta”. La Sicilia, quindi, dovrebbe diventare lo snodo delle comunicazioni per il Medio Oriente e il Mediterraneo.

Nell'evento della Manifestazionale Nazionale No Muos su Facebook leggiamo:
"Il 15 febbraio scorso, il console degli Stati Uniti d’America a Napoli ha reso nota la decisione delle autorità militari statunitensi di “sospendere” il trasporto di materiali e operai nel cantiere di contrada Ulmo dove è in corso l’installazione di uno dei quattro terminali terrestri del MUOS, il nuovo sistema di telecomunicazione satellitare della Marina Usa. Se si è però pervenuti finalmente al blocco dei lavori, richiesto unanimemente dalla popolazione siciliana e da decine di enti locali, da quattro consigli provinciali e dall’Assemblea regionale siciliana, è solo perché centinaia di donne, giovani e attivisti No MUOS hanno messo in atto per più di tre mesi la “revoca dal basso”, impedendo con i propri corpi che si portasse a conclusione il progetto di guerra globale e di devastazione del territorio ignorando colpevolmente i gravi danni arrecati alla salute ed all’ambiente.
L’azione concreta e diretta di blocco dei lavori da parte dei Comitati resterà ancora la pratica fondamentale di opposizione al MUOS, accanto alle cento iniziative di mobilitazione e solidarietà che si svilupperanno in tutto il territorio italiano. E questo sino a quando il nuovo Governo e il Parlamento eletto a fine febbraio, prendendo atto della volontà popolare, non deliberino l’annullamento di ogni autorizzazione all’installazione in Sicilia del nuovo progetto di morte, imponendo contestualmente alla Marina militare Usa di smantellare i tralicci e le infrastrutture MUOS già realizzati in dispregio delle normative ambientali e paesaggistiche relative alla riserva naturale orientata “Sughereta” di Niscemi.
Ribadiamo ancora una volta che il Muos è uno degli strumenti chiave per assicurare il funzionamento dei sistemi di guerra di distruzione di massa, ad uso esclusivo delle forze armate Usa. Esso s’inquadra nel vasto programma di militarizzazione del territorio siciliano che vede in particolare la trasformazione della stazione aeronavale di Sigonella in “capitale mondiale” dei droni, i famigerati velivoli senza pilota che USA, NATO e forze armate italiane utilizzano quotidianamente negli scenari di guerra africani e mediorientali per uccidere a distanza, impunemente e indiscriminatamente. Si tratta altresì di un impianto assai nocivo per la salute dei siciliani; nel breve e medio periodo l’esposizione alle sue microonde provocherà gravissime patologie: tumori di vario tipo quali leucemie infantili, melanomi, linfomi; infarti, malformazioni fetali, sterilità, aborti, mutazioni del sistema immunitario. Esso grava inoltre su un territorio già devastato dal Petrolchimico di Gela e dalle 46 antenne della base della marina militare USA NRTF, operanti anch’esse all’interno della Sughereta, le cui emissioni elettromagnetiche violano sistematicamente, dal 1991, i limiti previsti dalla legge.
Il MUOS è capace di interferire con le strumentazioni tecnologiche dei voli civili sull’aeroporto di Fontanarossa (già sottoposto a servitù militare dalla vicina base di Sigonella); è verosimilmente la causa della mancata apertura dell’aeroporto di Comiso; è un ingombrante ostacolo per il rilancio dell’economia territoriale; è, soprattutto, uno strumento di guerra e di morte.

Noi, Coordinamento regionale dei Comitati NO MUOS :
  • Vogliamo che si revochi immediatamente l’installazione del MUOS e che si smantellino le 46 antenne NRTF;
  • Vogliamo la smilitarizzazione della base americana di Sigonella, da riconvertire in aeroporto civile internazionale;
  • Vogliamo che il governo, che taglia le spese sociali aumentando ogni genere di tasse e imposte per salvare il capitale finanziario e il debito delle banche, tagli invece le spese militari;
  • Vogliamo che la Sicilia sia una culla di Pace al centro di un Mediterraneo mare di incontro, di convivenza e di cooperazione tra i popoli.

Facciamo appello per una grande manifestazione nazionale su questi temi da tenersi a Niscemi sabato 30 marzo 2013 con concentramento alle ore 14,30 presso SP10 (Niscemi-Caltagirone) contrada APA, da dove un corteo sfilerà fino all’ingresso principale della base americana Muos e NRTF. In serata ore 19,30 corteo in città con concerto ed interventi.
Scarica l'appello da stampare e divulgare

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1 Commenti
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  1. Fanno bene i No Muos a confermare la manifestazione,bisogna tenere alta la guardia e la manifestazione,anche se bisogna dire che Crocetta si sta comportando bene da vero democratico e da Rappresentante dei Siciliani,l'accordo con Monti risolve un pezzo importante della questione,spinosissima e complessa,e cioè quella sulla conoscenza dei rischi.

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